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3 Febbraio 2026
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Progetto 2026: Albenga città episcopale

Progetto Formae Lucis 2026

Nel 2026 la Diocesi di Albenga-Imperia commemora un anniversario di straordinaria rilevanza storica ed ecclesiastica: il 1575° anno dalla prima attestazione documentaria del vescovo Quinzio, menzionato nel 451 tra i sottoscrittori della lettera sinodale che Eusebio di Milano indirizzò a Papa Leone I in ferma opposizione alle dottrine cristologiche di Nestorio e Eutiche. Tale documento si colloca nel più ampio quadro delle controversie teologiche del V secolo e costituisce una testimonianza di primaria importanza per la definizione dell’assetto ecclesiale dell’Italia settentrionale tardoantica.

La figura di Quinzio rappresenta, allo stato attuale delle fonti, la più antica attestazione certa dell’episcopato ingauno e offre un solido terminus ante quem per la ricostruzione istituzionale della Chiesa locale, allora inserita nella provincia ecclesiastica milanese in qualità di sede suffraganea. La sua sottoscrizione non solo documenta l’esistenza di una struttura diocesana già pienamente operativa, ma attesta altresì la partecipazione della comunità cristiana albenganese alle dinamiche dottrinali e disciplinari che attraversavano la Chiesa universale.

Per l’anno 2026, Formae Lucis promuove un articolato programma di iniziative scientifiche e divulgative dedicato allo studio della primitiva comunità cristiana e delle origini della Diocesi di Albenga-Imperia. Il progetto si configura come un percorso organico di valorizzazione del patrimonio storico-artistico ed ecclesiale del territorio, volto a coniugare ricerca, tutela e comunicazione culturale.

Il calendario comprenderà conferenze accademiche, incontri di approfondimento tematico, presentazioni di interventi di restauro e momenti di studio destinati sia agli specialisti sia a un pubblico più ampio, con l’obiettivo di favorire una più consapevole conoscenza delle radici cristiane locali. A tali attività si affiancherà una strategia di comunicazione strutturata attraverso i canali digitali e i social media, finalizzata a garantire una diffusione ampia e qualificata dei contenuti scientifici.

Particolare rilievo assumerà la pubblicazione di un importante studio dedicato alla tomba ad arcosolio del Battistero di Albenga, esito di un’approfondita indagine storico-archeologica che contribuisce in modo significativo alla ricostruzione delle dinamiche insediative e cultuali della prima età cristiana nel territorio ingauno.

Tra gli eventi di maggiore interesse si segnala inoltre la presentazione del restauro del ricciolo di pastorale, manufatto di notevole valore storico e simbolico, recentemente recuperato e restituito alla fruizione. L’intervento rappresenta un esempio emblematico dell’impegno volto alla salvaguardia e alla trasmissione del patrimonio ecclesiastico.

Nel suo insieme, il progetto intende recuperare e rendere nuovamente operante la memoria delle origini diocesane, rafforzando il legame tra tradizione e presente e offrendo strumenti di riflessione utili a sostenere la missione ecclesiale nel contesto contemporaneo.