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Papa Pio XII agli Espositori della VI Quadriennale Romana (2)

(Continua da qui) In tal guisa i sommi Maestri dell’arte cristiana divennero interpreti, oltre che della bellezza, della bontà di Dio Rivelatore e Redentore. Meraviglioso ricambio di servigi tra il cristianesimo e l’arte! Dalla fede essi attinsero le sublimi ispirazioni; alla fede essi attrassero le anime, allorché, durante lunghi secoli, comunicarono e diffusero le verità contenute nei Libri Santi, verità inaccessibili, almeno direttamente, all’umile popolo. A ragione furono detti “Bibbia del popolo” i capolavori artistici, come, per citare noti esempi, le vetrate di Chartres, la porta del Ghiberti (con felice espressione detta del Paradiso), i mosaici romani e ravennati, la facciata del Duomo di Orvieto.

Capolavori questi ed altri, che non soltanto traducono in caratteri di facile lettura e con lingua universale le verità cristiane, ma d essa comunicano l’intimo senso e la commozione con una efficacia, un lirismo, un ardore, quale forse non possiede la più fervida predicazione. Ora le anime ingentilite, elevate, preparate dall’arte, sono più disposte ad accogliere la realtà religiosa e la grazia di Gesù Cristo. Ecco dunque uno dei motivi, per i quali i Sommi Pontefici e in generale la Chiesa, onorarono ed onorano l’arte, e ne offrono le opere quale omaggio delle umane creature alla Maestà di Dio nei suoi templi, che sono stati sempre in pari tempo dimora di arte e di religione.

Coronate, diletti figli, i vostri ideali di arte con gl’ideali religiosi, che quelli rinvigoriscono ed integrano. L’artista è di per se un privilegiato fra gli uomini, ma l’artista cristiano è, in un certo verso un eletto, perché è proprio degli Eletti contemplare, godere ed esprimere le perfezioni di Dio. Cercate Dio quaggiù nella natura e nell’uomo, ma innanzi tutto dentro di voi; non tentate vanamente di dare l’umano senza il divino, né la natura senza il Creatore; armonizzate invece il finito con l’infinito, il temporale con l’eterno, l’uomo con Dio, e voi direte così la verità dell’arte, la vera arte… Avvicinateli gli uni agli altri, voi a cui è dato di parlare un linguaggio che tutti i popoli possono comprendere. Sia questa la missione a cui tende la vocazione artistica, della quale siete a Dio debitori; missione così nobile e degna che basta da sé sola a dare alla vostra vita quotidiana, spesso aspra e ardua, la pienezza e il fiducioso coraggio.

[Testo a cura di G.B. Gandolfo]